domenica, 27 Novembre 2022

Il ritorno a scuola: una fonte di stress? Parla la dottoressa Lucchese

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Storie dalla Provincia

Torna l’appuntamento con la Dott.ssa Lucchese, oggi ci parlerà del ritorno a scuola, nello specifico come il ritorno tra i banchi di scuola possa causare stress agli studenti.

Il rientro dalle vacanze e l’inizio della scuola non sempre è un momento piacevole per i nostri ragazzi.  Per alcuni, ma non per tutti, è difficile il rientro.

Come ci spiega la Dottoressa: “Ci sono tante componenti che entrano in gioco. È difficile per tutti lasciare lo svago, il divertimento e tornare a dover svolgere i propri doveri. Dobbiamo considerare che sette studenti su dieci riportano stress da rientro scolastico, costituito da ansia, insicurezza e stress. I motivi sono svariati, dal timore della performance, al ritornare in una situazione in cui si viene bullizzati o discriminati oppure per chi si approccia al primo anno in una scuola nuova vi è anche l’incertezza di cosa e di chi si può trovare”.

  • Quanto hanno inciso su quanto detto la didattica a distanza ed il lockdown?

La DAD e il lockdown hanno avuto un impatto fortissimo sugli studenti, i quali sono stati privati del contatto fisico (fonte di conoscenza e anche di creazione delle relazioni), del poter stare in uno stesso luogo con dei coetanei. Di conseguenza, quella complicità, quel senso di appartenenza ad un gruppo di pari è venuto meno. I ragazzi mentre studiavano erano dentro la propria casa, la quale può essere sia un rifugio sia una prigione, ma il punto sta nel fatto che erano isolati. Ritornando in classe, il livello di ansia è aumentato anche perché si sono dovuti relazionare anche fisicamente con l’altro.

  • Fondamentale è il ruolo dei professori, ma anche dei genitori.

I professori devono mostrare ai propri allievi un’apertura al dialogo per assicurare un ambiente supportivo; devono mostrare empatia, ma anche sicurezza e chiarezza nelle regole. Ciò non significa né essere rigidi né troppo permissivi. Questi elementi insieme a un incoraggiamento anche a sbagliare possono essere una porta aperta per lo studente che soffre la performance o il rapporto con le autorità verso una strada priva di tali disagi o comunque in cui, seppur presenti, si sappia che non si cammina da soli. Possiamo fare il medesimo discorso per quanto riguarda i genitori, i quali si trovano a fronteggiare un figlio possibilmente irascibile o silenzioso. È una sfida anche per loro. Gli aiuti che possono dare al proprio figlio sono il supporto, l’ascolto, lasciare anche i propri spazi al diretto interessato. Contemporaneamente aiutarlo a ristabilire degli orari precisi, come la sveglia la mattina, oppure incoraggiarlo ad esplorare altre attività oltre lo studio e ciò che può essere legato alla scuola e incoraggiare le relazioni con gli altri, con i pari.

  • Quando bisogna rivolgersi ad un terapeuta?

Certamente, qualora si presentano insonnia, aggressività, irritabilità, mal di testa e disturbi comportamentali, allora sarà necessario richiedere l’aiuto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta, in quanto lo stress da rientro si è evoluto in un possibile disturbo d’ansia o di panico. Di conseguenza, se determinati segni o qualsiasi comportamento disfunzionale viene perpetrato nel tempo, sicuramente il poter sfogare ed elaborare ciò che il soggetto ha nella propria mente in uno spazio sicuro porta solo benefici.

Grazie ai consigli e le indicazioni della Dott.ssa Lucchese possiamo aiutare gli studenti a un rientro meno traumatico, ma ancor di più ad aiutarli a gestire lo stress e l’ansia, prepararli al mondo di domani, alle sfide del futuro.

Raffaella Piccoli

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