sabato, 24 Febbraio 2024

Chieti, il Sindaco Ferrara in replica su Università: “Lega miope e pavida.”

Le tue storie in Regione

spot_img

Storie dalla Provincia

Chieti, 27 maggio 2022 – “Leggo con non poco stupore le infervorate accuse della Lega a me e al Comune di Chieti sugli investimenti milionari che l’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara ha annunciato a Pescara.

Ci chiediamo cosa abbia fatto chi punta il dito contro di noi, oggi con la casacca della Lega, ma che ha al suo attivo dieci anni di amministrazione della città e venti anni di presenza sui banchi del Senato, seppure in altre casacche, affinché l’Università, nata a Chieti, potesse avere terreno fertile e finanziamenti per continuare a crescere”, così il sindaco Diego Ferrara.

“Di sicuro noi siamo coloro che, appena insediati come nuova Amministrazione, hanno chiamato fra i primi il Magnifico Rettore, attivando con l’Ateneo una sinergia positiva per portare servizi e investimenti dell’Università in città, con l’impegno di lavorare insieme, come sta accadendo, per avere al più presto una facoltà nel centro storico e a far progredire il cantiere della Bucciante, di cui l’Ateneo è motore. Una sinergia che prima non c’era – incalza il primo cittadino – Era indispensabile agire così, perché l’Università è un Ente non partecipato dal Comune, che da tempo non ha più rappresentanti in seno al suo Cda ed è quindi libero di fare le sue scelte, per questo ci meraviglia anche che la Lega si erga ad accusatore del Comune per una politica di investimenti su cui questo Ente ha sì possibilità di proporre, come con noi ha fatto, ma non ha potere, né possibilità di ingerenza. Se avessero voluto parlare davvero a nome della città, avrebbero attaccato il diretto artefice di quegli investimenti, chiedendo cosa avesse intenzione di fa, invece, a Chieti. Invece ciò non accade, come non è accaduto in passato: in sostanza dimostrano di fare opposizione, così come hanno governato, senza incidere se non negativamente, sulla vita e sul futuro di Chieti.

Mi fanno tenerezza i neo leghisti, transfughi da altre formazioni politiche, che attaccano senza puntare il vero obiettivo, tanto da colpire anche la Lega stessa, com’è accaduto di recente, per motivazioni che sfuggono a noi e alla comunità e che non hanno proposte sugli argomenti per cui ci attaccano, come non ne hanno avute come classe dirigente. E mi si stringe ancora più il cuore al ricordo del dottor Liberato Aceto, parte integrante del gruppo comunale leghista, che quando era parte del cosiddetto “Movimento dei primari” e l’Università non aveva ritenuto importante la presenza del sindaco nelle interlocuzioni con la dirigenza della Asl in merito ad un altro prioritario argomento della città, il rilancio del nostro ospedale, disse che era giusto, che il sindaco non c’entrava niente. Costoro sono gli stessi che oggi dicono che sono rimasto inerte mentre l’Università progettava investimenti milionari a Pescara!

Abbiamo più volte chiesto al Rettore di rilanciare la sede storica dell’Università a Chieti e di rispettare l’accordo di programma che sta alla base della riqualificazione della Caserma Bucciante, non sottraendo nemmeno uno dei 10 milioni di euro previsti. Lo abbiamo fatto in trasparenza e a tutti i tavoli istituzionali a cui abbiamo partecipato insieme e siamo certi che queste istanze non possano essere disattese, soprattutto a fronte degli annunci fatti a Pescara. Restiamo perciò a disposizione dell’Ateneo, pronti a costruire, insieme, e anche a Chieti, un orizzonte proficuo per la città e per l’utenza universitaria.

Alla Lega chiediamo invece di impegnarsi sulle cose serie e più fruttuose per la comunità: ad esempio perorando con la Regione amica, investimenti certi e strategie di rilancio per il nostro ospedale che non a caso si chiama ospedale clinicizzato. Un presidio che in altri tempi e con personalità diverse a capo dell’Ateneo, grazie a medici e professionisti come Gasbarrini, Sensi, Gozzetti, Beltrami, Martinelli ed altri era il fiore all’occhiello della città, un riferimento per il territorio e per l’Abruzzo intero”.

Storie dalla Regione