domenica, 4 Dicembre 2022

Il TAR conferma il no ai nuovi impianti da sci di Monte Magnola

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Storie dalla Provincia

È stata pubblicata oggi la sentenza del TAR Abruzzo sul ricorso presentato da alcune associazioni ambientaliste con l’intervento ad adiuvandum del WWF Italia difeso dall’Avv. Francesco Paolo Febbo. Il TAR ha confermato l’orientamento già espresso con l’ordinanza cautelare.

Piena soddisfazione del WWF per la sentenza del TAR Abruzzo che ha annullato le autorizzazioni del Comune di Ovindoli e della Regione Abruzzo per la realizzazione di nuove piste da sci e nuovi impianti da risalita in un’area di circa 10 ettari sul Monte Magnola nel territorio di Ovindoli, nel Parco Regionale Sirente-Velino, compromettendo habitat naturali ricompresi in una Zona di Protezione Speciale della Rete Narura2000 tutelata dall’Unione Europea, peraltro tutelata su proposta della stessa Regione Abruzzo e dello Stato Italiano.

“La tutela di questi territori, così importanti dal punto di vista della biodiversità, dovrebbe essere una priorità per la Regione e per lo stesso Parco regionale” dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia. “Dover ogni volta ricorrere alla giustizia amministrativa per una cosa tanto ovvia è incomprensibile, anche perché le normative di salvaguardia sono chiare e dovrebbero essere ben conosciute. Continuare ad insistere su interventi che mettono a rischio habitat prioritari e le specie che li abitano, ad iniziare dell’Orso bruno marsicano, è un errore gravissimo che non trova alcuna giustificazione. Il rilancio delle montagne abruzzesi nasce dalla tutela e della giusta valorizzazione, non dalla compromissione dei valori ambientali che rappresentano il loro elemento caratterizzante”.

“La sentenza – dichiara l’avv. Febbo – conferma la validità di quanto è stato sostenuto nei ricorsi. I giudici amministrativi applicano la legge con rigore e con buon senso; è un vero peccato che la parte politica a volte non programmi i suoi interventi con gli stessi identici criteri, a tutela degli interessi della collettività”.

FONTE: WWF Abruzzo. Foto di repertorio Storie d’Abruzzo.

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